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ETF

Articolo a cura di Monica Baldini

Si sente spesso parlare di ETF, ma cosa sono?
Gli ETF, o exchange traded founds (letteralmente “fondi indicizzati quotati”), sono fondi comuni tradizionali, che possono essere acquistati o venduti sul mercato azionario come fossero una semplice azione. In particolare, tali fondi vengono negoziati in Borsa in tempo reale, mediante una banca ed un qualsiasi intermediario autorizzato.

La caratteristica principale di questo prodotto è costituita dall’indicizzazione: infatti, gli ETF replicano la composizione di un indice di mercato. Si può, quindi, affermare che gli ETF siano fondi aperti a gestione passiva, ovvero riproducono fedelmente l’indice di riferimento. Se, ad esempio, si vuole replicare l’indice azionario della Borsa Italiana, il MIB30, verranno acquistati tutti i titoli che fanno parte dell’indice in questione, con la stessa proporzione. Se, poi, una società è depennata, sostituendola con un’altra, i fondi ETF provvedono ad aggiornare il portafoglio allo stesso modo, senza indagare se il nuovo portafoglio renda meno o più del portafoglio precedente. In conseguenza a questo, i costi di gestione sono molto bassi (le commissioni variano dallo 0,20% allo 0,40%).

In Italia i primi ETF sono stati lanciati il 30 settembre 2002 sul segmento MTF del Mercato Telematico Azionario. In soli due anni la crescita di questo strumento è stata notevole. Il mercato è destinato ulteriormente a crescere, nonostatnte gli ostacoli del sistema bancario che spinge verso fondi tradizionali più remunerativi, che pagano commissioni maggiori. Gli ETF attualmente quotati sono 10, di cui 3 su indici USA. Il numero dei contratti è aumentato, in un anno, del 77%, rilevando un crescente interesse da parte degli investitori sia istituzionali che privati.

Poiché gli ETF sono trattati nel mercato telematico azionario, bisogna tenere conto delle commissioni di borsa. L’economicità degli ETF è ricollegabile alla gestione passiva del fondo.

Le modalità di impiego degli ETF possono essere le seguenti:

1. Vendite allo scoperto: al fine di prendere una posizione ribassista sull’indice benchmark;

2. Trading: al fine di cogliere i momenti di rialzo dell’indice benchmark;

3. Investimento di medio/lungo termine: per beneficiare di un eventuale trend favorevole;

4. Arbitraggio: al fine di sfruttare momentanee divergenze di prezzo tra la quota del fondo ed il benchmark di riferimento.

L’unico punto a sfavore di questi strumenti è rappresentato dalla tassazione, che risulta abbastanza complessa. Infatti, la tassazione prevede un’imposta del 12,50% applicata non sul surplus ottenuto dall’investitore, ma sulla differenza tra il valore di portafoglio al momento della vendita e quello al momento dell’acquisto (differenza di NAV). Per spiegare meglio questo fenomeno facciamo un esempio numerico. Supponiamo che un investitore acquisti 1000 quote di un ETF al prezzo di 10,45, un giorno in cui il NAV vale 10,30 e le rivende a 10,85, in giorno in cui il NAV vale 11,00. Il suo utile effettivo è di 400 (1000*10,85=10.850; 1000*10,45=10.450; 10850-10450=400), ma l’utile ai fini fiscali è dato dalla differenza dei valori NAV:
1000*10,30=10300; 1000*11,00=11.000; 11.000-10300=700; 12,5%*700=87,5.

Pertanto, l’investitore dovrà versare al fisco un importo di 87,5 euro, che dovrà prelevare dall’utile che effettivamente egli ha conseguito, ossia 400€. Facendo i dovuti calcoli, l’investitore verserà al fisco un’imposta effettiva del 21,875% (calcolato sui 400 euro).

Differenze principali tra ETF ed altri strumenti finanziari

ETF ed azioni
Investendo in un ETF si prende una posizione sull’intero indice, costituito da diverse società quotate. L’acquisto di un’azione, invece, comporta l’investimento in una società. Pertanto, la diversificazione, tanto raccomandata in finanza, è raggiunta con gli ETF.

ETF e Future/Opzioni
Future ed opzioni sono prodotti derivati. Questi prodotti derivati sono utilizzati per operazioni di breve termine, in quanto hanno una vita limitata. Gli ETF, invece, non hanno scadenza e possono essere utilizzati per operazioni a lungo termine.

ETF e Fondi di investimento tradizionali
Gli ETF sono quotati in Borsa continuamente in tempo reale. I fondi comuni di investimento sono quotati una volta sola al giorno, generalmente alla fine della giornata. Gli ETF possono essere trattati come una semplice azione, mentre per la quota del fondo è necessario aprire un conto apposito.

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