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Il conto corrente bancario
a cura di Monica Baldini

Il conto corrente bancario è il primo rapporto tra le famiglie e l’azienda del credito. Per le banche costituisce il più importante mezzo di raccolta. Per certi versi, il conto corrente è un requisito necessario per poter effettuare qualsiasi altra operazione bancaria.

Si può affermare che il conto corrente è un particolare contratto finanziario mediante il quale una banca si impegna a svolgere tutti gli incarichi e le operazioni che, nei limiti contrattuali e d’uso, le saranno affidati dal cliente, come, per esempio, pagamenti a terzi, riscossione di crediti, bonifici, ecc.

Spesso il conto corrente ha una duplice funzione:

1. Strumento di finanziamento;
2. Strumento di investimento.

Esso può essere uno strumento di finanziamento in quanto il cliente, mediante il conto corrente, può accedere a piccoli prestiti, fidi, ecc. Il conto corrente, d’altra parte, può essere uno strumento di investimento nella misura in cui il cliente ottiene dal conto un interesse più o meno in linea con i rendimenti prevalenti sul mercato finanziario.

Per questo motivo si parla di tassi di interesse passivi e di tassi di interesse attivi. I tassi di interesse passivi sono gli interessi che la banca richiede al cliente quando egli accede ad un fido o quando esaurisce la propria disponibilità finanziaria sul conto e “va in rosso”, ovvero preleva disponibilità finanziarie bancarie (nel qual caso scattano anche le spese aggiuntive per scoperto conto).

I tassi di interesse attivi, invece, sono gli interessi che la banca riconosce ai propri clienti.

Fino a pochi anni fa, quando si doveva scegliere in quale banca si poteva aprire un conto corrente, si osservava soprattutto il livello del tasso di interesse attivo. Attualmente, oltre al tasso di interesse attivo, si osservano le commissioni e le spese legate al conto corrente stesso.

I rapporti tra banca e cliente sono regolati dalle condizioni generali riportate sul retro della lettera-contratto con il quale viene effettuata l’apertura in conto corrente.

Le condizioni contrattuali risultano spesso difformi tra le banche ma, anche, all’interno di una stessa, tra i diversi clienti, riflettendo la specifica fase contrattuale di cui essi dispongono.

Secondo l’articolo 118 del Testo Unico Bancario, la banca può modificare i tassi di interesse, i prezzi e le altre condizioni, anche in senso sfavorevole al cliente, purchè ne dia comunicazione scritta presso l’ultimo domicilio notificato. Entro 15 giorni dal ricevimento della comunicazione, il cliente ha il diritto di recedere dal contratto senza penalità e di ottenere, in sede di liquidazione del rapporto, l’applicazione delle condizioni precedentemente in essere.

Non è casuale, spesso, che tali variazioni di spese siano comunicate nel periodo estivo. E’ necessario, quindi, che il cliente osservi attentamente tutte le condizioni e le comunicazioni della banca, al fine di salvaguardare i propri interessi ed, eventualmente, negoziare con l’istituto di credito.

La banca invia con cadenza almeno annuale o, a scelta del cliente, trimestrale o mensile, un documento riepilogativo particolare: l’estratto conto, in base al quale il cliente è messo nelle condizioni di potere verificare l’esattezza delle singole operazioni attraverso il puntuale riscontro con i documenti in suo possesso. Nell’estratto conto le varie operazioni sono riportate cronologicamente, nell’ordine temporale in cui sono state eseguite.

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