| Il conto corrente bancario è il
primo rapporto tra le famiglie e l’azienda del credito.
Per le banche costituisce il più importante mezzo di raccolta.
Per certi versi, il conto corrente è un requisito necessario
per poter effettuare qualsiasi altra operazione bancaria.
Si può affermare che il conto corrente è un particolare
contratto finanziario mediante il quale una banca
si impegna a svolgere tutti gli incarichi e le operazioni che,
nei limiti contrattuali e d’uso, le saranno affidati dal
cliente, come, per esempio, pagamenti a terzi, riscossione di
crediti, bonifici, ecc.
Spesso il conto corrente ha una duplice funzione:
1. Strumento di finanziamento;
2. Strumento di investimento.
Esso può essere uno strumento di finanziamento
in quanto il cliente, mediante il conto corrente, può accedere
a piccoli prestiti, fidi, ecc. Il conto corrente, d’altra
parte, può essere uno strumento di investimento
nella misura in cui il cliente ottiene dal conto un interesse
più o meno in linea con i rendimenti prevalenti sul mercato
finanziario.
Per questo motivo si parla di tassi di interesse passivi
e di tassi di interesse attivi. I tassi di interesse
passivi sono gli interessi che la banca richiede al cliente quando
egli accede ad un fido o quando esaurisce la propria disponibilità
finanziaria sul conto e “va in rosso”, ovvero preleva
disponibilità finanziarie bancarie (nel qual caso scattano
anche le spese aggiuntive per scoperto conto).
I tassi di interesse attivi, invece, sono gli interessi che la
banca riconosce ai propri clienti.
Fino a pochi anni fa, quando si doveva scegliere in quale banca
si poteva aprire un conto corrente, si osservava soprattutto il
livello del tasso di interesse attivo. Attualmente, oltre al tasso
di interesse attivo, si osservano le commissioni e le spese legate
al conto corrente stesso.
I rapporti tra banca e cliente sono regolati dalle condizioni
generali riportate sul retro della lettera-contratto
con il quale viene effettuata l’apertura in conto corrente.
Le condizioni contrattuali risultano spesso difformi tra le banche
ma, anche, all’interno di una stessa, tra i diversi clienti,
riflettendo la specifica fase contrattuale di cui essi dispongono.
Secondo l’articolo 118 del Testo Unico Bancario, la banca
può modificare i tassi di interesse, i prezzi e le altre
condizioni, anche in senso sfavorevole al cliente, purchè
ne dia comunicazione scritta presso l’ultimo domicilio notificato.
Entro 15 giorni dal ricevimento della comunicazione, il cliente
ha il diritto di recedere dal contratto senza penalità
e di ottenere, in sede di liquidazione del rapporto, l’applicazione
delle condizioni precedentemente in essere.
Non è casuale, spesso, che tali variazioni di spese siano
comunicate nel periodo estivo. E’ necessario, quindi, che
il cliente osservi attentamente tutte le condizioni e le comunicazioni
della banca, al fine di salvaguardare i propri interessi ed, eventualmente,
negoziare con l’istituto di credito.
La banca invia con cadenza almeno annuale o, a scelta del cliente,
trimestrale o mensile, un documento riepilogativo particolare:
l’estratto conto, in base al quale il cliente
è messo nelle condizioni di potere verificare l’esattezza
delle singole operazioni attraverso il puntuale riscontro con
i documenti in suo possesso. Nell’estratto conto le varie
operazioni sono riportate cronologicamente, nell’ordine
temporale in cui sono state eseguite.
Come citare l'articolo
|