| Il rating è una valutazione
di un emittente o di una emissione espressa in maniera sintetica
attraverso una sigla (es. AAA, BB, ecc.). In particolare il rating
valuta il merito di credito di un emittente (ente
governo, ente sopranazionale, società) rispetto ad una obbligazione
finanziaria specifica o classe di obbligazioni finanziarie.
Il rating si distingue in rating di un’emittente
e rating di un’emissione. Il rating di
un’emittente, conosciuto anche come “rating di controparte”,
fornisce una valutazione globale della solvibilità di un
soggetto ben determinato (banca, azienda, ente governativo, paese,
ecc.). Il rating di un’emissione valuta la capacità
che il capitale e gli interessi di una specifica emissione vengono
pagati puntualmente (interessi e rimborso delle quote capitale).
I rating sono richiesti dalle società emittenti, a pagamento,
e vengono analizzate da Agenzie accreditate a livello internazionale
(Moody’s, Standard & Poor’s, Fitch).
Questo processo è utile per mettere a disposizione degli
investitori uno strumento oggettivo e riconosciuto di valutazione
del merito di credito.
Il rating viene utilizzato sia dagli investitori istituzionali
che dagli investitori privati.
Il rating di un’emissione è espresso a seguito di
un’analisi su:
1. la capacità dell’emittente di soddisfare gli impegni
finanziari presi nei termini concordati;
2. la natura dell’impegno finanziario e le garanzie accessorie;
3. la protezione e posizione relativa dell’obbligazione
nei confronti di altre emissioni della stessa società.
Per esprimere un giudizio sulle capacità dell’emittente
di soddisfare gli impegni finanziari nei termini concordati, le
Agenzie di rating seguono due metodologie di analisi:
1. analisi qualitativa;
2. analisi quantitativa.
L’analisi qualitativa si fonda sullo studio
dell’ambiente nel quale l’emittente opera (analisi
di settore, prospettive di crescita, fattore di successo) ed un’analisi
dell’impresa (struttura di controllo, posizione competitiva
espressa in termini di quote di mercato).
L’analisi quantitativa è basata
sull’analisi di bilancio ed, in particolare, sull’analisi
dei flussi di cassa e delle liquidità, con l’obiettivo
di valutare le capacità dell’emittente di generare
un ammontare di risorse in grado di soddisfare i pagamenti di
debito attraverso la sua gestione caratteristica.
Le Agenzie di rating Moody’s, Standard & Poor’s
e Fitch usano classificazioni leggermente differenti, ma per tutte
e tre le agenzie, il valore più alto è identificato
dalla tripla A.
La classificazione segue un andamento decrescente:
ogni gradino di rating indica un giudizio via via meno positivo
sulla solvibilità dell’emittente.
Il rating accompagna un’emissione fino a scadenza. Tuttavia,
il suo valore può subire modificazioni nel corso del tempo.
Quando le Agenzie di rating valutano se modificare il loro giudizio,
in primo luogo pongono le società sotto osservazione (outlook)
e rendono pubblica la notizia. Nel rendere pubblica la notizia,
inoltre, le Agenzie dichiarano l’attesa di revisione del
rating: outlook positivo o negativo.
Un outlook positivo indica un eventuale variazione
positiva del rating (upgrading), un outlook
negativo indica, invece, un’eventuale variazione
negativa del rating (dowgrading).
In Italia la “cultura del rating” si è diffusa
in maniera limitata, per cui non tutti gli emittenti domestici
hanno richiesto il rating.
Con l’avvento di Basilea2 il rating sarà
sempre più importante, soprattutto per gli istituti di
credito di dimensioni minori, che non hanno la capacità
di effettuare lo studio dei rating interni.
15 settembre 2004
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