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Il Rating
a cura di Monica Baldini

Il rating è una valutazione di un emittente o di una emissione espressa in maniera sintetica attraverso una sigla (es. AAA, BB, ecc.). In particolare il rating valuta il merito di credito di un emittente (ente governo, ente sopranazionale, società) rispetto ad una obbligazione finanziaria specifica o classe di obbligazioni finanziarie.

Il rating si distingue in rating di un’emittente e rating di un’emissione. Il rating di un’emittente, conosciuto anche come “rating di controparte”, fornisce una valutazione globale della solvibilità di un soggetto ben determinato (banca, azienda, ente governativo, paese, ecc.). Il rating di un’emissione valuta la capacità che il capitale e gli interessi di una specifica emissione vengono pagati puntualmente (interessi e rimborso delle quote capitale).

I rating sono richiesti dalle società emittenti, a pagamento, e vengono analizzate da Agenzie accreditate a livello internazionale (Moody’s, Standard & Poor’s, Fitch). Questo processo è utile per mettere a disposizione degli investitori uno strumento oggettivo e riconosciuto di valutazione del merito di credito.

Il rating viene utilizzato sia dagli investitori istituzionali che dagli investitori privati.
Il rating di un’emissione è espresso a seguito di un’analisi su:

1. la capacità dell’emittente di soddisfare gli impegni finanziari presi nei termini concordati;
2. la natura dell’impegno finanziario e le garanzie accessorie;
3. la protezione e posizione relativa dell’obbligazione nei confronti di altre emissioni della stessa società.

Per esprimere un giudizio sulle capacità dell’emittente di soddisfare gli impegni finanziari nei termini concordati, le Agenzie di rating seguono due metodologie di analisi:

1. analisi qualitativa;
2. analisi quantitativa.

L’analisi qualitativa si fonda sullo studio dell’ambiente nel quale l’emittente opera (analisi di settore, prospettive di crescita, fattore di successo) ed un’analisi dell’impresa (struttura di controllo, posizione competitiva espressa in termini di quote di mercato).

L’analisi quantitativa è basata sull’analisi di bilancio ed, in particolare, sull’analisi dei flussi di cassa e delle liquidità, con l’obiettivo di valutare le capacità dell’emittente di generare un ammontare di risorse in grado di soddisfare i pagamenti di debito attraverso la sua gestione caratteristica.

Le Agenzie di rating Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch usano classificazioni leggermente differenti, ma per tutte e tre le agenzie, il valore più alto è identificato dalla tripla A.

La classificazione segue un andamento decrescente: ogni gradino di rating indica un giudizio via via meno positivo sulla solvibilità dell’emittente.

Il rating accompagna un’emissione fino a scadenza. Tuttavia, il suo valore può subire modificazioni nel corso del tempo. Quando le Agenzie di rating valutano se modificare il loro giudizio, in primo luogo pongono le società sotto osservazione (outlook) e rendono pubblica la notizia. Nel rendere pubblica la notizia, inoltre, le Agenzie dichiarano l’attesa di revisione del rating: outlook positivo o negativo.

Un outlook positivo indica un eventuale variazione positiva del rating (upgrading), un outlook negativo indica, invece, un’eventuale variazione negativa del rating (dowgrading).

In Italia la “cultura del rating” si è diffusa in maniera limitata, per cui non tutti gli emittenti domestici hanno richiesto il rating.

Con l’avvento di Basilea2 il rating sarà sempre più importante, soprattutto per gli istituti di credito di dimensioni minori, che non hanno la capacità di effettuare lo studio dei rating interni.
15 settembre 2004

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