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A cura di Monica Baldini, tratto da Investire di Novembre
2004 .
Forse pochi risparmiatori si sono accorti che molte polizze,
denominate a “capitale garantito”,
hanno perso anche più del 10%. Infatti, basta guardare
le pagine dei principali giornali economici per rendersi conto
che molte emissioni “sicure” perdono e, in alcuni
casi, anche molto.
E’ da notare che il termine “capitale garantito”
viene usato in maniera impropria, per il fatto che il
capitale è solamente protetto, e questa protezione
è efficace solo alla scadenza del contratto, non prima
di essa.
Può sembrare una sottigliezza parlare di capitale protetto
piuttosto che di capitale garantito, ma la sostanza è ben
diversa. Infatti, dopo 5 o 6 anni, la possibilità di recuperare
integralmente la somma iniziale è legata
al fatto che l’emittente dell’obbligazione
sottostante faccia fronte al proprio impegno.
Se si tratta di un titolo con elevato rating, si può stare
tranquilli, ma se il titolo non è valutato con un alto
rating, si può temere del proprio investimento. Infatti,
il collocatore non garantisce nulla e non ci si può rivalere
sullo stesso. Pertanto è necessario valutare la solidità
dell’emittente e non di chi propone l’investimento.
E’ per questo motivo che l’emittente del titolo
strutturato deve essere indicato chiaramente nel prospetto informativo.
Le operazioni di indicizzazione ad un indice od ad un paniere
di indici hanno rappresentato la soluzione più innovativa
degli ultimi 10 anni. Quando le borse sono affondate sotto i colpi
dell’Orso, non è parso vero al piccolo risparmiatore
di potersi affidare ad uno strumento che prometteva un buon rendimento
in caso di rialzo delle borse ed il rimborso integrale del capitale
ne caso opposto.
In particolare, il titolo strutturato di cui stiamo parlando,
è costituito da uno zero coupon con scadenza
pari a quella dell’operazione e da opzioni
speculative legate all’indice sottostante.
Sia le obbligazioni index che le polizze index pubblicano giornalmente
il loro valore sui quotidiani. Infatti, come è stato detto
nel corso della trattazione, questi prodotti sono prodotti finanziari
piuttosto che previdenziali. Chi volesse effettuare un investimento
a scopi previdenziali si deve affidare ad altri prodotti.
Cause della perdita
Le cause della perdita di questi prodotti possono essere le seguenti:
1. errato timing di emissione. Se l’operazione
è stata lanciata poco prima di un trend negativo di breve
o di lungo periodo è inevitabile che vi sia un calo di
valore.
2. errata scelta del parametro di riferimento.
Se l’operazione è stata legata ad una borsa che ha
avuto un andamento particolarmente negativo.
3. assenza di remunerazione periodica. Se l’operatore
non prevede il pagamento di una cedola annuale, la quotazione
è penalizzata rispetto ad altre che offrono un rendimento
fisso.
Alcune regolette possono aiutare a
valutare se vale la pena o no sottoscrivere una index linked.
a) Esaminare il prodotto anche se porta lo stesso nome di uno
precedente: ogni emissione è diversa dalle altre;
b) Analizzare preventivamente le proprie esigenze ed aspettative
tenendo presente il profilo di rischio
c) Evitare una concentrazione eccessiva in index linked: diversificare
sempre il proprio portafoglio.
d) Valutare se si è in grado di tenere il prodotto fino
alla scadenza.
18 Novembre 2004
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