| a cura di Giuseppe Raguseo
Il TUF disciplina l’ “Appello al Pubblico
Risparmio” distinguendo tra “Sollecitazione
all’Investimento” e “ Offerte
Pubbliche di Acquisto o di Scambio”.
La prima viene definita come “ogni
offerta, invito a offrire o messaggio promozionale, in qualsiasi
forma rivolti al pubblico, finalizzati alla vendita o alla sottoscrizione
di prodotti finanziari” specificando che “non
costituisce sollecitazione all’investimento la raccolta
di depositi bancari o postali, realizzata senza emissione di strumenti
finanziari”.
Definisce la seconda come “ogni offerta,
invito a offrire o messaggio promozionale, in qualsiasi forma
effettuati, finalizzati all’acquisto o allo scambio di prodotti
finanziari”.
Nella Sollecitazione all’investimento, il sottoscrittore
trasferisce una somma determinata di denaro ( il denaro rappresenta
un valore certo ), ed ottiene in cambio una certa quantità
di titoli o prodotti finanziari, il cui valore potrebbe essere
assai incerto ( tale incertezza potrebbe dipendere da vari fattori,
si pensi ad un andamento congiunturale sfavorevole dei Mercati,
o ad un andamento negativo prodotti finanziari oggetto della sollecitazione,
qualora fossero quotati, nel Mercato Regolamentato ecc…)
invece nelle Offerte di Pubblico Acquisto, si
verifica l’esatto contrario, il risparmiatore riceve una
somma di denaro in cambio dei titoli o prodotti finanziari che
deteneva in portafoglio.
Le due specie di appello, hanno caratteri profondamente differenti,
così come il loro grado di rischiosità, tale differenza
ha inevitabilmente indotto il Legislatore a prevedere una serie
di norme più stringenti, nella sollecitazione all’investimento,
al fine di tutelare i terzi investitori.
9 Novembre 2004
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