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A cura di Giuseppe Raguseo
I mercati finanziari negli ultimi anni hanno subito profonde
trasformazioni; tali trasformazioni hanno comportato
inevitabilmente una profonda innovazione anche
in riferimento ai titoli negoziati nei mercati regolamentati.
Tale esigenza, è nata, in quanto accanto agli investitori
relativamente tradizionali, che continuano a preferire forme di
investimento piuttosto elementari, si sono affiancati investitori
che ricercano forme di impiego più redditizie, il che ha
comportato la ricerca di strumenti finanziari, talvolta strutturati
in maniera assai complessa .
Per soddisfare tali esigenze le banche hanno costituito nuovi
prodotti finanziari denominati TITOLI STRUTTURATI.
I titoli strutturati sono costituiti da una obbligazione
e da una o più variabili finanziarie definite “derivate”
( come azioni, valute…).
Sono delle vere e proprie obbligazioni bancarie e differiscono
da queste ultime solo nel calcolo del rendimento.
Infatti i Titoli strutturati potrebbero presentare un duplice
rendimento, ossia quello derivante dalla parte “fissa”
e quello derivante dalla parte “variabile”.
In realtà il rendimento dovuto alla parte fissa
è spesso pari a zero ( o comunque un rendimento sempre
più basso dei tassi applicati sul mercato dei capitali),
garantendo all’investitore il solo rimborso del capitale
inizialmente investito.
Il rendimento variabile può essere strutturato
anche in forme molto complesse, ma generalmente viene assimilato
al rendimento offerto da un contratto d’opzione ( covered
warrant ).
Da ciò ne deriva che l’acquisto di una tipologia
di titoli strutturati piuttosto che un'altra non è casuale,
ma dipende essenzialmente dal tipo di previsioni che l’investitore
avrà sulla variabile di riferimento ( azioni, valute…)
a cui è legato il titolo strutturato; quindi si preferirà
un opzione call o put a seconda delle diverse previsioni.
La particolarità dei Titoli strutturati è data dalla
loro possibilità di presentarsi come titoli a capitale
garantito presso il pubblico e dall’altro di cavalcare
eventuali rialzi o ribassi ricavandone un rendimento superiore
a quelli offerti da una semplice obbligazione.
Data talvolta la loro complessità di struttura, l’acquisto
di titoli strutturati è consigliato ad investitori esperti
con propensione al rischio abbastanza elevato.
2 Novembre 2004
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